Perchè la Torre di Babele

Fin dai suoi inizi l'Europa ha rinunciato alla chimera di una lingua unica e per la prima volta nella storia ha fatto del multilinguismo un valore. Se i costruttori della torre di Babele avessero avuto la stessa avvedutezza, non si sarebbero ficcati nel pasticcio che sappiamo. Ma l'episodio della torre di Babele è spesso citato a sproposito dai detrattori del multilinguismo. Pochi lo hanno davvero letto. Il passo biblico racconta che gli uomini decisero di costruire una torre per stare uniti, per evitare di essere dispersi su tutta la terra. "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”. In apparenza per punire la loro presunzione, Dio bloccò l'impresa confondendo la lingua degli uomini. "Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, affinché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro". Il testo greco traduce l'ebraico appunto con il verbo sunkéo, che significa confondere, cioè mescolare insieme. In definitiva dunque, Dio non ha distrutto la lingua degli uomini. L'ha soltanto mescolata. Gli uomini volevano farsi un nome, in sostanza distinguersi. Dio li ha fermati. Il messaggio divino può dunque essere quello di non rinchiudersi, ma mescolarsi, di non pretendere di avere un nome che ci distingua per sempre, bensì di accettare il cambiamento, la condizione del provvisorio che è propria della natura umana.

Proprio questo sta facendo l'Europa con il suo modello politico e con lo strumento del multilinguismo. In fondo, i cittadini dell'Unione europea parlano una sola lingua, che è concettualmente quella del nostro progetto di convivenza, ma la raccontano in 23 modi diversi.

Diego Marani